Il gas radon è un gas radioattivo naturale inodore, incolore e invisibile: non si percepisce in alcun modo senza strumenti di misurazione appositi. Eppure, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, è la seconda causa di tumore al polmone in Italia, responsabile di circa il 10–15% di tutti i casi.
Si trova ovunque nella crosta terrestre in concentrazioni variabili ed è particolarmente presente nelle zone con rocce granitiche o uranifere, come molte aree delle province di Bergamo e Brescia.
Cos’è il gas radon e perché è pericoloso
Il radon (simbolo Rn, numero atomico 86) è un gas nobile radioattivo che nasce dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce del sottosuolo. Essendo un gas nobile, non si combina con gli altri materiali del terreno e quindi risale indisturbato verso l’alto attraverso il terreno e i materiali edilizi porosi.
Permea facilmente attraverso i normali materiali edilizi, raggiunge i piani fuori terra passando dai piani scantinati e dai piani terreni. Quando si accumula negli ambienti chiusi le sue particelle alfa, emesse durante il decadimento radioattivo, vengono inalate e si depositano nei tessuti polmonari. L’esposizione prolungata ad alte concentrazioni aumenta significativamente il rischio di tumore al polmone.
Livelli di radon: i valori di riferimento in Italia
Il D.Lgs 101/2020 (recepimento della Direttiva Euratom 2013/59) ha stabilito i seguenti livelli di riferimento:
- 300 Bq/m³ (Becquerel per metro cubo): livello di riferimento per le abitazioni esistenti
- 300 Bq/m³: livello di riferimento per i luoghi di lavoro
- 200 Bq/m³: livello indicato come obiettivo per le nuove costruzioni
La media nazionale italiana nelle abitazioni è di circa 70 Bq/m³, ma nelle zone ad alto rischio geologico (nord-est, alcune aree di Lombardia, Campania, Lazio) i valori medi possono essere significativamente più alti con picchi che superano i 1000 Bq/m³ in casi estremi.
Come entra il radon in casa
Il radon entra negli edifici principalmente attraverso:
- Fessure nelle fondazioni e nei pavimenti a contatto con il terreno;
- Giunti di costruzione, passaggi per tubazioni e impianti;
- Materiali edilizi (in misura minore): alcuni materiali come il granito rilasciano piccole quantità di radon;
- Acqua di pozzo (in alcune zone): l’acqua da falde profonde può contenere radon disciolto.
I locali più a rischio sono quelli al piano interrato e al piano terra. In alcuni casi, però, come indicato da Artes nella propria descrizione del fenomeno, il radon raggiunge anche i piani superiori attraverso le tubazioni degli impianti di servizio. Per questo, in zone ad alto rischio, la misurazione è necessaria anche negli appartamenti ai piani medio-alti degli edifici.
Come si misura il radon in casa
La misurazione del radon richiede strumenti specifici (come dosimetri passivi o rilevatori elettronici) posizionati nei locali per un periodo di tempo definito:
- Misurazione a breve termine (48–96 ore): utile per screening iniziali, poco rappresentativa della concentrazione media annuale;
- Misurazione a lungo termine (3–12 mesi): la metodologia raccomandata dall’ISS per avere un valore affidabile della concentrazione media annuale.
I dosimetri vengono posizionati nei locali più a rischio (piano interrato, piano terra) e poi analizzati da laboratori accreditati. Artes consiglia sempre una misurazione professionale di lungo termine prima di progettare qualsiasi intervento di bonifica.
Le soluzioni Artes contro il gas radon
Barriera verde Antiradon
La “Barriera Verde Antiradon” di Artes è una membrana impermeabile in multistrati poli accoppiati da posare sul pavimento esistente o direttamente sulle superfici a diretto contatto del terreno. Avvolge ermeticamente le parti soggette all’infiltrazione di radon e abbatte oltre 10 volte i valori di concentrazione del gas radon nei locali interrati e fuori terra.
È la soluzione per edifici esistenti dove si vuole ridurre significativamente il radon con un intervento relativamente semplice. Artes ne accompagna la progettazione e la posa con l’assistenza tecnica necessaria.
Sistemi Redil CF e Redil M: tenuta stagna anche dal radon
I sistemi Redil CF (pareti controterra) e Redil M (pavimenti interrati) di Artes sono realizzati con pannelli impermeabili al vapore e al gas radon. Nei locali interrati dove si interviene per problemi di umidità e condensa, il Redil CF e M offrono contemporaneamente protezione dall’umidità e riduzione significativa del gas radon.
Captazione radon dal terreno (depressurizzazione)
Per i casi in cui le concentrazioni di radon sono elevate e la sola barriera non è sufficiente, Artes progetta e assiste la fornitura e posa in opera di sistemi di captazione dal terreno mediante depressurizzazione. Il principio è aspirare il radon dal terreno prima che entri nell’edificio, convogliando verso l’esterno attraverso tubi di scarico. È la soluzione più efficace per concentrazioni elevate (oltre 300 Bq/m³).
Radon e umidità: il doppio problema dei locali interrati
I locali interrati nelle province di Bergamo, Brescia e Lecco si trovano spesso a dover affrontare contemporaneamente umidità e radon. I due problemi hanno la stessa via d’ingresso (il terreno) ma richiedono soluzioni diverse. Un sistema come il Redil CF con pannelli impermeabili al vapore e al radon rappresenta una risposta integrata: risolve entrambi con un solo intervento, riducendo costi e tempi di cantiere.
Zone ad alto rischio radon in Lombardia
La Lombardia presenta una variabilità geografica significativa nel rischio radon. Le province di Bergamo, Brescia e Lecco, dove Artes opera storicamente, includono zone con formazioni geologiche granitiche e uranifere (Alpi Orobie, Prealpi bergamasche e bresciane) che presentano concentrazioni naturali di radon più elevate della media nazionale. In queste zone la misurazione del radon è fortemente consigliata per tutti gli edifici con locali interrati o piani terra.
Perché scegliere Artes per la protezione dal gas radon
Artes offre consulenza tecnica completa per la protezione dal gas radon: dalla valutazione del rischio in base alla zona geografica, alla progettazione delle soluzioni preventive in fase costruttiva, fino alla bonifica degli edifici esistenti con la barriera Antiradon e i sistemi di captazione. Operiamo nelle province di Bergamo, Milano, Brescia, Lecco e Cremona. Contattaci per un sopralluogo gratuito e consulenza senza impegno.
FAQ – Domande frequenti sul gas radon
Come faccio a sapere se ho il radon in casa?
Solo misurando. Il radon non ha odore, nè colore: è rilevabile esclusivamente con strumenti specifici. Il meteodo corretto è una misurazione con dosimetri passivi per almeno 3 mesi, posizionati nei locali più a rischio (piano interrato e piano terra).
Il radon può far ammalare in modo acuto?
No. Il radon non causa effetti acuti: il rischio è l’aumento della probabilità di tumore polmonare dopo esposizione prolungata (anni o decenni). Non ci sono sintomi visibili di esposizione a radon nel breve periodo.
Aprire le finestre riduce il radon?
La ventilazione degli ambienti riduce la concentrazione di radon per diluizione, ma non è una soluzione sufficiente per concentrazioni elevate. Il radon continua a entrare dal terreno: ridurlo in modo efficace richiede o una barriera all’ingresso (membrana Antiradon, Redil CF) o un sistema di captazione attiva dal terreno.
Il radon è presente anche ai piani alti?
Le concentrazioni più alte si trovano ai piani interrati e al piano terra, dove l’ingresso dal suolo è diretto. Tuttavia, il radon può raggiungere i piani superiori attraverso le tubazioni degli impianti. In zone ad alto rischio geologico, Artes consiglia di posizionare i rilevatori nei piani intermedi degli edifici.
La bonifica dal radon è obbligatoria?
Il D.Lgs 101/2020 impone ai datori di lavoro di misurare il radon nei luoghi di lavoro e di intervenire se i livelli superano 300 Bq/m³; per le abitazioni private non è un obbligo legale, ma è fortemente raccomandata per la tutela della salute soprattutto in zone ad alto rischio e per soggetti a rischio (fumatori, bambini).

